24 giugno 2006

Non esiste la Cultura, esistono le culture?

Prendendo spunto dal post precedente, apriamo il primo argomento che è a cuore alla tecnocrazia: il significato della Cultura.

La Cultura è qualcosa di vago ed indefinito, della quale difficilmente si può dare una definizione soddisfacente. Eppure più o meno tutti possono dire di avere idea di cosa sia. Conoscenza? Eruzidione? Saggezza? Educazione?

Esiste una sola forma di cultura? Ovviamente, una società democratica non può prevedere, per sua natura, una sola accezione del termine; ognuno è libero di assegnare alla Cultura il significato che preferisce. E per questo nel nostro mondo si delineano principalmente due culture. Le famose due culture, storicamente e manicheisticamente opposte: la cultura umanistica e la cultura scientifica.

La cultura umanistica si occupa delle opere dell'ingegno umano.
La cultura scientifica si occupa dello studio della natura; anch'essa tuttavia riguarda l'ingegno umano, nella misura in cui è riuscito a comprendere le leggi della natura e a codificarle, fino a renderle utili per lo sviluppo tecnologico.

Sono entrambe importanti? Sono entrambe utili? Ha senso parlare di utilità e importanza per tali oggetti? Sono davvero contrapposte l'una contro l'altra, o possono coesistere? Di cosa si occupa l'una e di cosa l'altra?

Molti dei lettori a questo punto si aspetteranno, da parte di noi che ci professiamo tecnocratici, un plauso alla cultura scientifica e una invettiva contro quella umanistica. E invece non troverete questo. Quello che troverete è l'auspicio ad unificare la Cultura, perché, come molti obietteranno, la cultura scientifica da sola probabilmente non può esistere, e a sua volta, cosa che più spesso avviene, la cultura umanistica non può essere lasciata sola, senza la sua più disprezzata sorella...

22 giugno 2006

La scuola e la cultura

Lo scopo di questo blog non è soltanto proporre la nostra utopia in termini astratti, ma anche discutere di casi concreti e dello stato attuale delle cose. Con il nostro punto di vista, ovviamente.

Con questo post cominciano quindi gli articoli "di attualità".

Oggi c'è stata la seconda prova dell'esame di Stato, meglio noto come "esame di maturità". I giornali, ovviamente, si sono prodigati a riportare e commentare le tracce dei temi di italiano, e non tralasciano di ricordarci il Greco autore del testo proposto agli studenti del liceo classico.

Ovviamente, inutile parlare o commentare la prova di matematica dello scientifico. Cosa che non interessa a nessuno. E dato che nessuno ne parla, ne parliamo un po' noi. La matematica è il linguaggio della scienza, e dato che a parole si dice di voler dare importanza alla scienza e alla tecnologia, sarebbe giusto anche osservare cosa viene richiesto agli studenti in quel rito di passaggio che è l'esame di Stato.

Infatti, con i testi greci non si fanno i cellulari. Non si fanno i satelliti che trasmettono le partite che tanto piacciono agli italiani. Queste cose si fanno, purtroppo, con la matematica.

Ebbene, siamo rimasti sconcertati dalla banalità del tema d'esame proposto quest'anno. Potete scaricarlo da qui. Il primo testo in particolare, è di una semplicità sconfortante. Vogliamo commentarlo come molti hanno commentato la versione dal Greco.

PROBLEMA 1

Un filo metallico di lunghezza λ viene utilizzato per delimitare il perimetro di un’aiuola rettangolare.
a) Quale è l’aiuola di area massima che è possibile delimitare?

Anche chi non sa nulla di matematica sa o dovrebbe sapere che il quadrato è il rettangolo che racchiude la massima area a perimetro fissato. Un po' riduttivo porre questa domanda a studenti che avrebbero la matematica come materia principale. Tuttavia, probabilmente qualcuno dei detti studenti ignorava comunque tale fatto.

Si pensa di tagliare il filo in due parti e di utilizzarle per delimitare un’aiuola quadrata e un’altra circolare. Come si dovrebbe tagliare il filo affinché:
b) la somma delle due aree sia minima?
c) la somma delle due aree sia massima?

Il quesito (b) richiederebbe la scrittura esplicita dell'area delle due aiule. Si tratta di un esercizio che richiede 2 minuti di tempo. Con una derivata elementare si ottiene la soluzione. Il quesito (c) è ancora più banale, in quanto dovrebbe essere ancora cosa nota che la forma circolare massimizza il rapporto area/perimetro, e quindi la somma delle aree è massima se l'aiuola quadrata è nulla e tutto il perimetro è dedicato all'altra. Altre due domande, una risposta veloce e un'altra immediata.

Una aiuola, una volta realizzata, ha la forma di parallelepipedo rettangolo; una scatola, cioè, colma di terreno. Si discute di aumentare del 10% ciascuna sua dimensione. Di quanto terreno in più, in termini percentuali, si ha bisogno?

Anche qui, superato lo sconcerto delle aiuole tridimensionali, la risposta dovrebbe essere banale per chi ha studiato matematica per 5 e più anni (e - aggiungiamo noi - per tutti). La risposta è il cubo di 1.1 meno 1 stesso.

L'altro problema non è da meno, uno studio di funzione elementare. I temi d'esame di 5 o 10 anni fa erano ben diversi: questo significa che la qualità dell'insegnamento sta diminuendo? D'altronde, come biasimare ciò, in fondo sappiamo tutti che in Italia la vera cultura è declamare Dante e fare citazioni in latino...

17 giugno 2006

Il Processo

La Tecnocrazia è il destino ultimo del mondo. Non per volotà dei singoli, ma per necessità, il mondo è destinato ad essa. Non è in questione se; soltanto il quando. Il quando potrebbe essere fra 100 o fra 1000 anni... oppure prima. Il quando dipende dalla volontà dei singoli, il se invece no.

La tecnocrazia è il risultato finale, la sintesi, del processo storico delle forme di governo. La forma di governo più arcaica è la monarchia assoluta. Un singolo, grazie alla sua forza e alla sua ricchezza, si impone sul popolo proponendosi come governante. Il suo potere, essendo frutto di prevaricazione, viene giustificato con concetti sublimi: nobiltà di sangue, investitura divina.

E quindi, la più arcaica forma di governo si propone come il governo della Verità. Tuttavia di falsa verità si tratta, in quanto in ultimo essa è solo prevaricazione, e il Re, Imperatore o simili non è figlio o nipote di un dio, né alcun dio gli ha consegnato la corona.

Per questa loro natura falsa, le forme di governo assoluto sono destinate a mutare in democrazie. Il singolo governante, falsa emanazione di un potere sovrannaturale, scompare di fronte all'evidenza della falsità della sua ragione di essere. E così, dal governo dell'uno, si passa al governo dei molti. La verità non è più assoluta, in quanto non c'è un sovrano eletto per grazia divina, ma è l'opinione dei molti che si governano da sè.

La democrazia tuttavia, non è perfetta. Preferibile all'assolutismo senz'altro, ma fallace a sua volta. L'assenza di un principio comune a cui fare riferimento, fa sì che la democrazia diventi il terreno naturale dell'opportunismo e della ricerca del mero successo personale, a scapito di tutto il resto. Non ci dilunghiamo oltre su questo, gli esempi sono molti e molti migliori di noi ne hanno scritto.

Il processo si conclude quindi con la sintesi: la Tecnocrazia. Di nuovo, il governo della verità; con la differenza, rispetto all'assolutismo, che questa verità è riconosciuta come tale dai governati.

09 giugno 2006

Editoriale

Le idee, quelle sono presenti già da numerosi anni. Mancavano le parole, parole che fossero in grado di trasportare le idee. Ancora oggi, alle volte, le parole sembrano essere inadeguate ed incerte, ma le idee no.
Oggi, finalmente, faremo giungere la nostra visione ad un pubblico più vasto. Idee universali, pubblico universale, strumento favorito: la rete. Da oggi, la tecnocrazia ha una voce: questo blog.

Chi siamo? Possiamo dire un gruppo di amici. Sicuramente le nostre idee sono a volte bizzarre, a volte utopistiche, e per questo scriviamo dietro nomignoli bizzarri e un po' boriosi. Ma questo non significa che ciò di cui parleremo sia una facezia, uno scherzo... le cose che scriveremo, saranno terribilmente serie. Per molto tempo abbiamo discusso fra di noi. Da molto avevamo intenzione di mettere per iscritto le idee... ma non era ancora tempo. Se oggi, invece, qualcuno, come te, sta leggendo queste righe, significa che il tempo sta giungendo.

Che cosa proponiamo? Questo è solo il primo post di questo blog, e non è possibile dare conto in modo completo di quale sia la nostra visione. Riteniamo giusto, però, che il lettore abbia una prima idea di cosa sia la tecnocrazia. La tecnocrazia è l'idea alternativa della politica e della gestione della "cosa pubblica". Noi la definiremmo, la vera Alternativa, l'unica Alternativa. La necessaria alternativa ai moderni regimi democratici. Le democrazie occidentali moderne, idealmente, mirano al benessere della collettività tramite lo sviluppo di attività economiche. In tale senso, il benessere della nazione equivale alla sua ricchezza materiale, per cui lo scopo della nazione, e dei singoli, diventa la creazione e l'acquisizione della ricchezza. Anche i regimi socialisti non differiscono in questa visione, quello che li differenzia è il modo in cui la ricchezza è distribuita.

La Tecnocrazia è l'evoluzione finale della democrazia, la sua sintesi. Lo stato Tecnocratico, idealmente, è uno stato etico. Ovvero lo stato che non si limita a garantire le libertà dei cittadini. Non si limita a incassare tasse e organizzare servizi. E' uno stato che si propone uno scopo.

Quale lo scopo, dunque?
La conoscenza.