Non esiste la Cultura, esistono le culture?
Prendendo spunto dal post precedente, apriamo il primo argomento che è a cuore alla tecnocrazia: il significato della Cultura.
La Cultura è qualcosa di vago ed indefinito, della quale difficilmente si può dare una definizione soddisfacente. Eppure più o meno tutti possono dire di avere idea di cosa sia. Conoscenza? Eruzidione? Saggezza? Educazione?
Esiste una sola forma di cultura? Ovviamente, una società democratica non può prevedere, per sua natura, una sola accezione del termine; ognuno è libero di assegnare alla Cultura il significato che preferisce. E per questo nel nostro mondo si delineano principalmente due culture. Le famose due culture, storicamente e manicheisticamente opposte: la cultura umanistica e la cultura scientifica.
La cultura umanistica si occupa delle opere dell'ingegno umano.
La cultura scientifica si occupa dello studio della natura; anch'essa tuttavia riguarda l'ingegno umano, nella misura in cui è riuscito a comprendere le leggi della natura e a codificarle, fino a renderle utili per lo sviluppo tecnologico.
Sono entrambe importanti? Sono entrambe utili? Ha senso parlare di utilità e importanza per tali oggetti? Sono davvero contrapposte l'una contro l'altra, o possono coesistere? Di cosa si occupa l'una e di cosa l'altra?
Molti dei lettori a questo punto si aspetteranno, da parte di noi che ci professiamo tecnocratici, un plauso alla cultura scientifica e una invettiva contro quella umanistica. E invece non troverete questo. Quello che troverete è l'auspicio ad unificare la Cultura, perché, come molti obietteranno, la cultura scientifica da sola probabilmente non può esistere, e a sua volta, cosa che più spesso avviene, la cultura umanistica non può essere lasciata sola, senza la sua più disprezzata sorella...

